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Il paese di Nave San Rocco

di Mercoledì, 23 Maggio 2012 - Ultima modifica: Giovedì, 03 Novembre 2016

Sezione del sito che ospita una breve descrizione storica di Nave San Rocco curata da Padre Remo Stenico.

Guardando dalla splendida balconata della montagna di Fai si scorge tutta la pianura sottostante con il villaggio di Nave San Rocco addossato alla sponda destra del grande fiume Adige di fronte ad un'altra realtà umana chiamata Nave San Felice sulla sponda sinistra e verso ovest a confine con la sponda sinistra del torrente Noce.

Ben presto sorsero nei luoghi più asciutti e adatti all'agricoltura, alcune fattorie, chiamate masi, che avevano attorno a sé una notevole porzione di territorio; la presenza documentata dei masi risale al 1339 con l'accenno al maso Borsieri, detto poi Borzi, Gesuiti e attualmente Conci; pure nel 1339 viene nominato il maso di Belvesino di Tono (probabilmente il maso Inon); il maso Casoni (Borzi, Calvi, S. Valentino) è ricordato nel 1494; così il maso Nuovo (già Martini ed ora Quadrifoglio) è ricordato in un documento del 1586; altri masi sono ricordati all'inizio del Seicento e Settecento (maso Betta, maso Alfonso (già Thunn, Vescovi, Alfonso Devigili ecc., il Maset (Ulzpach, Bessoli, Stonfer, Postal), il maso del Gusto.

Il salto di qualità, sia civile che economico di questa piccola comunità, fino all'inizio dell'Ottocento, insignificante frazione di Mezzocorona, avvenne con la costituzione in Comune autonomo il 14 aprile 1818: il primo sindaco fu Giovanni Postal.

Lo sviluppo civile ed economico di Nave San Rocco dopo la costituzione del Comune ha le sue radici in momenti qualificanti del secolo XIX: la deviazione del Noce (1852), l'arginatura dell'Adige (1854), la costruzione della nuova chiesa (1855-1859), la costruzione del ponte in legno al posto del traghetto (1893); del secolo XX: la ricostruzione del ponte in cemento armato (1934), la grande bonifica agraria (1929-1934), il nuovo edificio scolastico (1934), sostituito dall'attuale (1962-1967), la scuola materna (1950) l'introduzione della coltura intensiva degli alberi da frutto, soprattutto dopo il 1950. 

L'amministrazione comunale fu sempre vigile nella difesa del territorio con ripetuti interventi per difendere il paese dalle inondazioni; da ammirare il grande coraggio quando si decise la costruzione di un ponte a spese comunali nel 1893.

All'interno di questa vivace comunità sorsero gruppi ricreativi e di competizione: l'Unione sportiva "Vigor" ancora nel 1947 con attività nel campo del gioco del tamburello, del ciclismo e del calcio; il "Corpo dei vigili del fuoco volontari", tradizionalmente detti "Pompieri", sempre presenti per l'interessamento dell'amministrazione comunale e tuttora in attività, dotati di mezzi e di un necessario magazzino; il "Gruppo Alpini in congedo" (ANA), sempre attivo anche in campo sociale; nel 1970 fu promotore per la costruzione del monumento ai caduti; nel 2003 festeggiò il 50° di fondazione con una grande parata e celebrazione religiosa in piazza.

Aumentando il numero degli abitanti si sentì la necessità di costruire un edificio sacro per poter con più comodità adempiere i propri doveri religiosi, senza dover portarsi a Mezzocorona o a Mezzolombardo. Il piccolo tempio risalente al Quattrocento, fu dedicato ai santi Rocco e Sebastiano patroni contro le malattie causate dalla situazione del territorio piuttosto paludoso ed anche per avere un aiuto contro i pericolosi contagi come la peste e poi il colera.